Il Parco del fiume Ofanto, territorio, ambiente e cultura

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Si è tenuto, nell’hotel La Terrazza, sul lungomare di Levante, a Barletta, il meeting promosso dal Rotary Club Barletta, su . Il tema, rivelatosi di stretta attualità dopo i recenti casi inerenti il dissesto idrogeologico e le sue conseguenze in Sicilia e Molise, ha consentito di fare il punto sullo stato in cui versa il bacino idrografico dell’Ofanto (oltre 2.700 chilometri quadrati) e, soprattutto, sull’iter della proposta di legge riguardante l’Istituzione del Parco Nazionale del fiume Ofanto per il quale è stata presentata una proposta di legge del sen. Dario Damiani. Ed è stata la segretaria del Club, Alessandra Palmiotti, a confermare la notizia che l’iter sta procedendo per cui è probabile che possa concludersi entro la fine della Legislatura.
Dopo i saluti del presidente Vito Colucci, è toccato al giornalista Pino Curci evidenziare l’enorme patrimonio non solo naturalistico ma anche storico-archeologico presente all’interno del Bacino idrografico. Un vero e proprio itinerario che partendo da Barletta, risale il fiume dalla foce verso l’Irpinia, dove si trovano le sorgenti, attraversando realtà come Canne della Battaglia, Canosa, Venosa, Melfi, Castel di Lagopesole e tanti altri luoghi che ricordano l’opera di personaggi come Federico II di Svevia, il poeta latino Orazio e naturalmente il celebre scontro avvenuto nei pressi di Canne della Battaglia ad opera del condottiero punico Annibale.
Il prof. Ruggiero Dellisanti,geologo, invece, ha fatto una vera e propria carrellata sugli aspetti non solo geomorfologici, evidenziando le diverse criticità a, partire dal fenomeno dell’erosione della costa tra Barletta e Margherita di Savoia, ma anche le motivazioni che sono state alla base dell’istituzione del Parco regionale e, adesso, della proposta di Parco nazionale. Preziosi anche gli aspetti naturalistici e paesaggistici sottolineati a sostegno delle istanze di corretta gestione del territorio.
E l’enorme patrimonio naturalistico, infine, è stato letteralmente proiettato sullo schermo dal prof. Pino Cava con le immagini di flora e fauna estremamente variegate, frutto di una certosina ricerca portata avanti da decenni. E così sono state evidenziate presenze di animali estremamente rari come la lontra e il lupo, ma anche di un’avifauna che comprende uccelli variopinti come il gruccione, la ghiandaia marina, il martin pescatore, il pendolino e la rarissima cicogna nera. Una sintesi, pubblicata in anteprima, di un documentario ben più articolato la cui presentazione è prevista a breve.
Al meeting, promosso dal dott. Vittorio Dibitonto, hanno preso parte, oltre a rappresentanti di associazioni e semplici cittadini, l’assessore comunale all’ambiente, Mihaela Albanese, l’assistente al Governatore, Riccardo Inchingolo, e ha inviato un messaggio di partecipazione il Presidente del Consorzio Pro Ofanto, comm. Michele Marino.